E-commerce in Italia: a che punto siamo?

E-commerce in Italia: a che punto siamo?

Il commercio online cresce in Italia e a certificarlo è l’Istat. Una tendenza che coinvolge non solo i consumatori italiani, ma anche le imprese.Gli ultimi dati diffusi dall’Istituto nazionale di statistica sulle vendite al dettaglio in Italia rivelano che l’e-commerce è cresciuto del 13,6% negli ultimi 12 mesi.
I dati ci dicono che ci sono più di 17mila imprese italiane attive nell’e-commerce, che impiegano nel complesso 26mila lavoratori. Un dato sempre più rilevante per l’occupazione, con le imprese del settore aumentate del 68% in soli cinque anni. Le abitudini di acquisto degli italiani stanno quindi cambiando e le aziende rispondono attivamente a questa nuova richiesta del mercato. La sfida delle piccole e medie imprese italiane del settore è quella di avere una crescente visibilità online per trovare nuovi clienti e intercettare flussi di visitatori interessati ad acquistare i propri prodotti.

Link building per aumentare visibilità sui motori di ricerca

Per una impresa italiana del commercio online avere visibilità e trovare potenziali clienti significa in primo luogo essere ben posizionata su Google e altri motori di ricerca. È qui infatti che inizia il processo di acquisto online: le persone si informano sui prodotti, sui problemi che risolvono e poi decidono eventualmente di comprare. Essere visibili su Google è una attività di marketing, che comporta una ricerca sulle parole chiave legate al proprio settore, ai propri prodotti, brand, ma anche clienti e buyer personas.

Significa insomma conoscere a fondo il proprio business, il mondo ad esso correlato e ovviamente le persone interessate ai propri prodotti o servizi. Ma non solo. Uno dei fattori più importanti per avere successo online è la link building, la capacità cioè che ha un sito di ottenere link da altri siti. Sono i siti web autorevoli ad ottenere un maggior numero di link e per questo i motori di ricerca tendono a premiarli. Per ottenere link servono strategie di lungo periodo, in grado di ottenere collegamenti ipertestuali di qualità e creare relazioni con siti autorevoli. È questo il motivo per cui occorre muoversi con cautela nel fare attività di link building e valutare bene la qualità dei collegamenti, gli strumenti utilizzati e i partner con cui realizzare campagne di questo tipo.

Strategie di Social Media Marketing

Se la visibilità di un e-commerce avviene in primo luogo attraverso i motori di ricerca, la conoscenza dei suoi prodotti e del suo brand passa sempre di più anche attraverso i social media e in particolare Instagram. A dimostrarlo sono i numeri:

  • I brand ottengono il 25% in più di interazioni con Instagram che non con altre piattaforme social (Facebook, Twitter, Pinterest, ecc.).
  • L’80% degli utenti Instagram segue almeno un brand e il 60% di questi ha scoperto prodotti o servizi grazie alla piattaforma.
  • Almeno il 30% degli utenti ha acquistato prodotti scoperti con Instagram.

Instagram è insomma una piattaforma sempre più utilizzata dai brand per la sua efficacia e capacità di creare conversioni. E anche le piccole e medie imprese cercano di coinvolgere influencer per rendere più visibili i propri prodotti e servizi. Come per la link building, anche in questo caso è importante valutare bene gli strumenti da utilizzare per trovare gli influencer giusti e il modo più efficace per coinvolgerli. Per rendere più visibile un brand di e-commerce occorre dargli anche una precisa identità.

Lo storytelling aiuta a raccontare l’azienda, i suoi prodotti, le persone che la rendono viva e i valori su cui si basa. Una narrazione efficace, che coinvolge il sito web, il blog, i social media e in generale la comunicazione aziendale (esterna e interna) contribuisce a dare una precisa identità al brand e a renderlo più riconoscibile.

Le persone amano le storie e riuscire a coinvolgerle nel racconto aziendale trasformerà “semplici” clienti in fan appassionati di un marchio.

Il mobile continua la sua crescita

Un ultimo aspetto da non trascurare è il canale mobile. Non solo la navigazione, ma anche gli acquisti passano di più attraverso smartphone e tablet. Lo conferma la recente ricerca Global Commerce Review di Criteo, secondo la quale nella maggior parte dei mercati analizzati aumentano le transazioni completate su mobile.

È quindi fondamentale avere un sito e-commerce ottimizzato per smartphone e tablet, ma le vendite possono aumentare ulteriormente sviluppando una applicazione per il sistema operativo Android o iOS. Se l’applicazione viene opportunamente promossa e pubblicizzata i consumatori dimostrano di apprezzare la fluidità e la personalizzazione offerte dagli acquisti in-app.

L’e-commerce in Italia è insomma una realtà sempre più dinamica che genera non solo consumi, ma anche nuove imprese e posti di lavoro. Queste nuove realtà imprenditoriali dovranno vincere le sfide della visibilità online e della mobilità, quest’ultima sempre più il futuro del commercio online. Anche in Italia ormai il 41% delle transazioni avviene da mobile e nei prossimi anni questa cifra è destinata ad aumentare.

fonte dati e contenuti:  www.ilprimatonazionale.it

 

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