Fatturazione elettronica 2019: le domande più frequenti

Fatturazione elettronica 2019: le domande più frequenti

Dal 1° gennaio 2019 entra in vigore l’obbligo della fattura elettronica sia tra soggetti giuridici che tra e con soggetti privati, cioè senza Partita Iva. Ecco le risposte ai dubbi più frequenti!

Fatturazione elettronica 2019: NO sanzioni fino a settembre

Le nuove regole, in ottica digitalizzazione del Fisco, partiranno appunto dal 1° gennaio 2019, salvo un periodo di 9 mesi di tolleranza sulle sanzioni.

Tra le varie domande a cui l’Agenzia delle entrate ha fornito risposta, con una serie di Faq (frequently asked questions), ce ne sono due che spiccano e che interessano tutti gli operatori che, tra poco più di un mese si troveranno a dover fronteggiare questo obbligo:

  • Nel’ambito della fatturazione elettronica, è possibile l’uso della fattura differita?
  • Sarà obbligatorio inviare e-fatture fuori dal campo Iva?
    Secondo questa moratoria, non si applicano le sanzioni se la fattura viene emessa in ritardo ma comunque entro il termine di liquidazione periodica dell’IVA.
    Sono previste invece sanzioni light, cioè si pagano in misura ridotta dell’80%, se l’emissione avviene entro il periodo di liquidazione Iva successivo.

    Scarica le FAQ Agenzia entrate sulla Fattura elettronica 

Fatturazione elettronica 2019: chi è obbligato

I soggetti obbligati sono:

  • gli Operatori Iva – soggetti o stabiliti in Italia – che dovranno emettere e ricevere le proprie fatture per cessioni di beni e prestazioni di servizi esclusivamente in modalità elettronica;
  • gli Operatori Iva sia Business to Business sia Business to Consumer (cioè nei rapporti con i consumatori finali).

In particolare:

  • gli operatori economici, cioè i fornitori di beni e servizi verso le PA, obbligati alla compilazione/trasmissione delle fatture elettroniche e alla conservazione a norma;
  • le Pubbliche Amministrazioni, che devono effettuare una serie di operazioni collegate alla ricezione della fattura elettronica;
  • gli intermediari (banche, Poste, altri intermediari finanziari, intermediari di filiera, commercialisti, imprese ICT), vale a dire soggetti terzi ai quali gli operatori economici possono rivolgersi per la compilazione/trasmissione della fattura elettronica e per la conservazione a norma. Possono servirsi degli intermediari anche le PA per la ricezione del flusso elettronico dei dati e per l’archiviazione sostitutiva.

Fatturazione elettronica 2019: chi è escluso

Ci sono alcune categorie invece che non devono sottostare all’obbligo di fattura elettronica. Sono le seguenti:

  • gli operatori sanitari (aziende sanitarie locali e ospedaliere, istituti di ricovero, farmacie, policlinici universitari, ambulatori specialistici ambulatoriali, iscritti all’Albo dei medici chirurghi);
  • i contribuenti che hanno aderito al regime forfetario e vecchi minimi (ricordiamo la nuova soglia di accesso fino a 65 mila euro per il 2019);
  • esercenti e artigiani che operano solo con consumatori ed emettono scontrini e ricevute fiscali (per questi l’obbligo è rinviato);
  • gli agricoltori in regime speciale
  • le imprese che effettuano cessione di beni e prestazione di servizi nei confronti di non residenti

Fattura elettronica: come conservarle per minimi e forfettari

L’Agenzia dell’Entrate con la pubblicazione delle FAQ in data 28 novembre 2018 ha chiarito alcuni punti alla conservazione delle fatture elettroniche e nello specifico la conservazione delle fatture elettroniche d’acquisto ricevute dai titolari di partita IVA in regime dei minimi e forfettari.
La normativa prevede che i minimi e i forfettari non hanno l’obbligo di conservare le fatture d’acquisto ricevute, ma è da discriminante la comunicazione del codice destinatario o l’indirizzo PEC per riceverle tramite il SdI.

Nel caso in cui, quindi, il contribuente in regime dei minimi o forfettario non comunichi il proprio indirizzo PEC e codice destinatario, tale soggetto è obbligato solo alla conservazione analogica e non digitale.

Invece, se il soggetto comunica l’indirizzo PEC e il codice destinatario per la ricezione delle fatture elettroniche, è anche obbligato alla conservazione digitale delle fatture d’acquisto.

Fattura elettronica anche per i condomini

Dal 1.01.2019 anche il condominio ricade tra i soggetti privati tenuti all’obbligo di fatturazione elettronica. ll condominio non essendo titolare di Partita Iva non è neanche obbligato alla conservazione delle fatture elettroniche ricevute in base alla norma del DM 17/06/2014.
Nel momento in cui, il condominio, invece, è titolare di partita iva è obbligato alla conservazione delle fatture elettroniche, come tutti gli altri soggetti passivi Iva

Fatturazione elettronica 2019: obbligatoria per fatture fuori dal campo Iva?  

Per quanto riguarda invece le operazioni fuori dal campo di applicazione Iva, l’operatore non è tenuto ad emettere una fattura.

Fatturazione elettronica 2019: fattura differita, le regole del Fisco

L’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica non ha modificato le disposizioni di cui all’articolo 21, comma 4, del d.P.R. n. 633/72 e quindi è possibile l’emissione di una fattura elettronica “differita”.

Secondo la norma si può emettere una fattura entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o prestazioni di servizi.

 

Fonti:

//www.leggioggi.it/2018/12/03/fatturazione-elettronica-2019-differita-sanzioni-obbligo/

//www.notizieora.it/affari/fattura-elettronica-minimi-e-forfettari-ecco-le-regole-per-la-conservazione/

//www.notizieora.it/affari/fatturazione-elettronica-obblighi-per-il-condominio-e-i-suoi-fornitori-le-novita/[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]