Smart Working: perché conviene alle imprese

Smart Working: perché conviene alle imprese

Oltre il 50% delle persone nate prima del 1964 lavora da remoto per più di metà della settimana, e quasi lo stesso dato (49%) indica che il lavoro agile è diffuso tra colleghi più giovani, nati dopo il 1980.

 Questi sono i dati della ricerca – condotta da Spaces, il brand IWG che fornisce spazi di lavoro innovativi.

Questo è un chiaro segnale che il lavoro sta subendo una rivoluzione ed è importante per i datori di lavoro saper costruire un ambiente che sappia rispondere alle esigenze dei dipendenti di ogni fascia d’età.

Come ci siamo arrivati?

La digitalizzazione, i progressi tecnologici e la connettività sempre più presente hanno reso il lavoro agile un’opportunità alla portata di tutti.

Si tratta di un vero e proprio cambio epocale, che tocca non solo il modo di lavorare, ma anche come si vive lo spazio di lavoro.

L’idea classica di “ufficio” sta cambiando e sarà presto superata, si comincia a  sentir parlare di “Smart Place“, a patto però di non rinunciare al contatto umano e al confronto con colleghi e altri professionisti.

Capire il significato dello Smart Working non è proprio immediato e nemmeno così intuitivo. In Italia se ne sente parlare sempre più di frequente. Secondo i risultati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano oltre la metà delle aziende medio grandi ha già lanciato (o sta per farlo) iniziative di Smart Working.

Perché lo Smart Working conviene alle imprese?

Lo Smart Working, in parole semplici è una nuova dimensione del lavoro che – sfruttando la Mobility, la Unified Communication & Collaboration e il social computing – da un lato favorisce la produttività individuale e la continuità operativa dell’utente (e quindi del business), e dall’altro, permette una concreta flessibilità rispetto al posto di lavoro.

Le persone oggi sono senz’altro pronte al cambiamento, già la grande diffusione dello smartphone consente di comunicare, lavorare, rimanere connessi in mobilità. Questa naturale disponibilità all’interazione digitale ha innescato una nuova curva di apprendimento spontanea delle persone, che oggi arrivano in azienda con un livello di preparazione e disponibilità all’innovazione che fino a poco tempo fa erano inimmaginabili.

Adottare lo Smart Working può produrre un incremento di produttività pari a circa il 15% per lavoratore. Secondo i dati recenti dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, che quest’anno  ha preso in considerazione anche le PMI, risulta che il 7% delle PMI ha iniziative strutturate di Smart Working, per citare le più comuni: flessibilità di luogo, di orario, ripensamento degli spazi, cultura orientata ai risultati e dotazione tecnologica adeguata per lavorare da remoto. Un altro 15%, pur non avendo iniziative strutturate, sta naturalmente introducendo concetti di Smart Working.

Gli strumenti

Migliorare l’organizzazione del lavoro per aumentarne la produttività.

 

 

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